( lunedì, 28 gennaio 2008; 20:35 )

Voglio andare a Parigi...


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( giovedì, 24 gennaio 2008; 21:29 )

IL PALLOTTOLIERE (parte prima)

CAPITOLO I

Una storia piccola piccola

C'era una volta un bruchino piccolo, piccolo, di nome Brunetto, perchè era di colore marroncino con delle piccole macchioline rosse sul dorso. Era proprio un bruco di tutto rispetto: gentile, onesto, buono, e felice della sua vita modesta e provinciale. Ogni mattina, Brunetto si svegliava con il sole. Apriva lentamente e pigramente gli occhettini assonnati e distendeva piano, piano le sue antenne marroncine e rosse. Dopo un grande e sonoro sbadiglio, scendeva dal suo letto di foglie morbide, infilava le scarpine per ciascuno dei piedi che aveva (cioè 24). Gli era indispensabile essere ordinato e preciso, per non perdere mai nemmeno una scarpa; così, ogni sera, metteva in fila sotto la finestra, accanto alla stufetta, le 24 scarpe, che, al mattino, erano belle calde e asciutte. Trattava molto bene quelle scarpe. Erano l'unico ricordo di sua nonna Bruca Matilde. Gliel'aveva fatte personalmente intrecciando la lana coi ferri e cucendoci sopra un fiocchettino rosso, che s'intonava con i suoi puntini purpurei. Brunetto voleva molto bene a sua nonna, ma adesso lei non c'era più... Era infatti scappata con un vecchio che i piccoli brucchettini del Bosco Fulvo canzonavano chiamandolo "Baco Bacucco!",che tanto bacucco non era. Sua nonna era andata via senza neanche salutarlo, ma lasciandogli solo un biglietto con scritto "Ciao Brunetto. Non stare in pensiero per me e scusami: non ti ho dato nemmeno un bacino. Ormai sei grande e certe cose le sai, ma stai sempre in campana, ragazzo mio! Ricordati: la società è malata! La nonna Bruca Matilde"

Era in gamba la nonna Bruca Matilde!

Un bel giorno Brunetto, dopo essersi svegliato e aver fatto colazione con delle belle foglie verdi e fresche, uscì a fare una passeggiata sul suo Tronco D'Albero, dove incontrava spesso i suoi amici e vicini di casa. Le sue 24 scarpine brillavano alla luce del sole ed erano il motivo del suo orgoglio. "Le mie scarpe! le mie bellissime scarpe!!" pensava.

Ad un tratto, mentre Brunetto stava ammirando le sue 24 scarpe, accadde una cosa che non si aspettava. Sentì uno strano fischio, come un sibilo, e subito dopo, un colpo fortissimo sulla corteccia sotto i suoi piedi, che tremò ed ebbe una scossa tremenda. STUD! Mancò poco che Brunetto perdesse l’equilibrio e cadesse a terra; sarebbe stato molto pericoloso per lui, perché si trovava parecchio in alto. Arrivò un altro colpo.STUD! Sull’intero Tronco D’ Albero calò il panico. Tutti i suoi vicini di casa si affrettavano ad uscire dalle tane e a scendere giù più in fretta che potevano. C’era un gran clamore “Aiuto! Aiuto! I Taglialegna! I Taglialegna sono qui, presto, presto!! Fuggiamo, FUGGIAMO!” Colto dallo spavento, Brunetto non ci pensò due volte: prese a scendere anche lui di gran carriera e, nonstante i colpi si facessero sempre più forti e pericolosi, ben presto fu a terra, senza riuscire a capire veramente cosa fosse successo. Presto lo seppe. Il Tronco D’Albero, la sua casa, il suo nido natale, era stato abbattuto, completamente distrutto dai Taglialegna. Si ritrovò solo, nel bel mezzo della Foresta di Selce, un luogo molto misterioso e abitato da strane creature: così ne parlavano i Bruchi Anziani del Tronco D’Albero. Ma adesso il Tronco D’Albero non c’era più e Brunetto si trovava ad affrontare la sua sventura giovane e senza esperienza. Proprio perché era inesperto di quei luoghi famigerati (poverino, bisogna comprenderlo), gli venne da piangere; ma proprio perché era un giovane bruco nel fiore dell’età, si trattenne dal pianto e si fece forte. “Bene” pensò “ finora mi sono solo preoccupato delle mie scarpe, perché non avevo altro a cui pensare. La nonna Bruca Matilde me l’aveva detto di stare in campana, di imparare a badare a me stesso. Se fossi stato più attento, forse me ne sarei andato da casa mia già da un bel pezzo…ma visto che qui non ho più una casa, non ha più senso restare.” E il suo volto si illuminò: “Ecco, ho un’idea geniale. Andrò a cercare la mia nonna Bruca Matilde!” Non aveva finito di pensare l’ultima frase, che già s’era messo in cammino, sgambettando come un matto, davanti a sé. La paura e lo sgomento di pochi istanti prima, si erano mutati in allegria e desiderio di scoprire il mondo circostante, quel mondo che aveva sempre osservato dall’alto della sua casetta sul Tronco D’Albero. Sarebbe andato alla ricerca della sua cara nonnina, ed era sicuro che l’avrebbe trovata, non senza aver vissuto un sacco di incredibili avventure.
(continua)....

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( domenica, 20 gennaio 2008; 20:47 )

La ricerca del mio occhio

scavalca

                                                                   gli oceani

e                 nei        

                               flutti

                                       luccica il bagliore

dell'assoluto


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( martedì, 15 gennaio 2008; 20:39 )

Stavo quasi per auto-condannare la mia svogliatezza nello studio di questi ultimi tempi. E oggi dico no. non mi colpevolizzo. Non mi giustifico, ma non mi colpevolizzo. Basta coi falsi sensi di colpa che una società basata sul risultato, sul profitto, sulla convenienza, mi inculca nella testa e mi danneggia!!! Ohhh, l'espressione più alta e liberatoria della mia rabbia da sistema, del mio rigurgito anti-classicista! A dire il vero è da Ottobre che vomito, ma questo è il primo, vero, grande conato portato a compimento dopo l'affanno dell'ubriachezza malinconica. Dal punto di vista del risultato posso ritenermi soddisfatta. Ecco. Basta poi con la fuga mentale! Basta evadere, cercare una dimensione che non mi appartiene; non voglio negarmi il diritto di sognare. Cosa che finora, in tutti questi anni ho fatto ciecamente e stupidamente. Okay, questa è l'unica cosa che mi rimprovero stasera. Sono una Malaussène in piena regola: autovittima delle proprie condanne, quali: la paranoia e un notevole narcisismo. Stimo Pennac, e stimo i francesi (Monnalisa e testata mondiale comprese).

E a tutti consiglio vivamente di leggere qualche pagina dell'Argan, che è un testo di Storia dell'Arte su cui hanno studiato quei ragazzi che facevano il Liceo nel vivaio degli anni 70. Sconfina.


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( venerdì, 11 gennaio 2008; 14:20 )

In questi giorni sono amletica e pessimista. Però sto bene. E

comincio a dubitare della mia stabilità mentale e della mia

integrità psichica. Però sto bene.  Ed è da ottobre che mi

faccio delle fantasie ascetiche, dove io svanisco nel tutto, mi

annullo e mi rigenero in tutte le forme tranne che nella

carne, ogni tre per due. Però sto bene. Sono Grave?

 


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( domenica, 06 gennaio 2008; 14:33 )

Ultima grande dormita prima di ritornare a scuola. Questa mattina sono scesa da letto alle 12 e 45. No, ma quali ore piccole? Ieri sera ho visto un film alla tv, cioè "La storia Infinita". Quello vecchio anni 80, quello bello sul serio. Da piccola mi facevano paura diverse scene, o almeno mi inquietavano molto. Per esempio, quando Atreyu (si scriverà così?) attraversa la prima porta per recarsi dall'Oracolo del Sud, e vede il cavaliere polverizzato dalle due sfingi; oppure il feroce Gmork, il servitore del Nulla. Comunque mi è sempre piaciuto molto quel film. Così, appena mi sono addormentata la mia mente è stata affollata da una carrellata di sogni: chiaccherate su Messenger, volti vari, folli situazioni.. ma due sogni hanno catturato la mia attenzione, tanto da riuscire a ricordarli. Uno è assurdo, quindi il più bello; l'altro è nostalgico.  Dunque, il primo sogno: ero in una sala, forse un'aula di scuola..c'era gente, volti di tutti giorni, amati e odiati e qualcuno aveva lasciato una montagnola di farina e zucchero con sopra aperto un uovo: la tipica montagnola per la pasta frolla. Beh, è l'Epifania, fino a qui mi sembra logico. Così comincio a impastare, e a impastare, proprio come fa mamma quando fa i biscotti, tutta contenta con questa dolce palla gialla tra le mani. Ma... quando preparo gli stampini per fare i biscotti, la mia bellissima palla si riduce alle dimensioni di una pallina da Tennis. Così, furiosa mi volto verso una mia compagna che stava impastando con un'altra palla di pasta:

 "TU! MI HAI RUBATO LA PASTA!! MA SEI SCEMA? E IO SECONDO TE COME LI FACCIO I BISCOTTI CON QUESTA PALLINA?? STRONZA!! VAFFANCULO" ....

e poi tristezza, quasi lacrime "MA PERCHE'? PERCHE' MI HAI RUBATO LA PASTA FROLLA?"

Ecco... così la mia puerile felicità si trasforma in uno sfogo pieno di parolacce indegne e inadatte all'atmosfera Natalizia. Pietoso, ma liberante. Capita poco di urlare nei sogni e nella realtà non capita quasi mai. L'altro sogno non vale la pena raccontarlo, vi dirò solo il tema principale. Sicilia. Ho sognato di nuovo quelle spiagge, quel cielo e quel mare. Meno male, dopo la sfuriata della pasta frolla ci voleva un salto nell'estate scorsa. Per lo meno faceva caldo ed era piacevole il vento tra i capelli e gli schizzi d'acqua sulla pelle. L'inverno a volte sembra ostile, sembra una parentesi, un momento in cui non si fa altro che rimpiangere e ad attendere con impazienza la bella stagione. Invece l'anno scolastico trasforma l'estate in parentesi, in tre mesi di respiro, forse di vera vita. Non so... Sicuramente dormire troppo è pericoloso, si fanno sogni strani.


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( martedì, 01 gennaio 2008; 15:22 )

e ricomincia

tutto

da

capo!!!


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me
« Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sara` questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.. »
Francesca, 18 anni compiuti, studentessa del Liceo Classico Carducci di Viareggio,che non si sente viareggina neanche un pò, amante del Latino e del Greco. Una grafomane di primo ordine, senza speranza di guarire. Una che non si preoccupa troppo. Una che però si fa un sacco di paranoie. Una, comunque, che si destreggia tra riflessioni e banalità. Un'amante della libertà dell'arte. Un papavero scellerato. Fuori dal coro, nettamente diversa. / Amo leggere, scrivere, suonare, passeggiare, uscire fuori, ridere, stare a leggere sul divano le sere d'inverno, andare al cinema, andare il mare d'estate e vegliare tutta la notte, quindi vedere l'alba.Amo il cioccolato. Amo il viola, il porpora e tutte le sfumature che ne derivano / Odio la mia scuola, la malinconia, ho scoperto che piangere mi piace poco, odio alzarmi alla sette, quando ancora è notte /Ascolto la musica Anni 60-70: Pink Floyd, Led Zeppelin, The Doors, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jefferson Airplain, Bob Dylan, Joan Baez, Bob Marley, The Rolling Stones, The Beatles, Velvet Underground, The Who, Chuck Berry; Anni 80: Queen, Madonna, Ah-a, Police, 4 no blondes,Cindy Lauper, Phill Collins; Italiana: Bandabardò, Modena City Ramblers,Tre allegri ragazzi morti, Sud Sound System, Guccini, De Andrè, Rino Getano, Branduardi; e, odierna-internazionale: Gogol Bordello, The Cranberries e The Dresden Dolls. / Leggo, in questo periodo:Luhter Blissett (Q), Jacques, il fatalista di Denis Diderot, L'Idiota di Dostoevskij. Ho letto: Teste in fermento di Checov; I racconti di Pietroburgo di Gogol'; Narciso e Boccadoro, Siddharta e le poesie di Hermann Hesse, Poesie di Nazim Hickmet; Il piccolo principe,Antoine de Saint-Exupéry; I fiori del male, Baudelaire; Candido, ovvero l'ottimismo di Voltaire; Il paradiso degli orchi, il Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse,Come un romanzo, di Pennac; Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austin; Antigone, Sofocle; Romeo e Giulietta, Amleto, Macbeth, Il racconto d'Inverno, Shakespeare; La Locandiera, Goldoni; Jules e Jim, Herni Pierre Rochè, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, I dolori del giovane Werther di Goethe, la morte a Venezia di Thomas Mann. Mi piacerebbe finire di leggere: Gramsci, scritti scelti; le forme del bello, di Remo Bodei; Microcosmi, Claudio Magris; Poesie di Kavafis. Un che non ho mai letto: Il vecchio e il mare, Hemingway. / Il mio film preferito: Chocolat. Film visti ultimamente: La storia infinita,Cento chiodi, Io non sono qui, Across the universe, Into the wild.

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