Quando non so proprio cosa scrivere... breve short story
Aveva appena finito di… (e basta con queste sigarette! Possibile che debba inventare sempre personaggi fumatori? No, non va… vediamo).
Emilio ..(uhm Fede? No), Anna (intanto, uomo o donna? Non ha importanza), Tizio/a (decido dopo) aveva appena terminato il test di…(di… diavolo, oggi la fantasia vola), di qualcosa e si guardava intorno, osservando i compagni. Uno era chino, iper concentrato sul foglio, aveva la testa incavata nelle spalle come una tartaruga, una mano reggeva la penna, l’altra era chiusa in un pugno, appoggiata sul banco; si poteva osservare distintamente una goccia che gli scendeva dalla tempia destra. Era senz’altro sudore freddo, sudore di tensione, una tensione che percorreva ogni parte del suo corpo, ogni fenditura delle sue viscere, e le pupille dei suoi occhi erano ferme nel vuoto, febbricitanti, alla ricerca di qualcosa che gli stava sfuggendo, di un dettaglio fondamentale che il vuoto aveva per un attimo inghiottito nei precordi dell’inconscio. Tizio/a si voltò e vide un altro compagno. Questo aveva già finito, infatti, molto rilassato, stava seduto con una postura non troppo scolastica. D’altra parte se lo poteva permettere: il foglio era steso sul banco e la penna era stata posata già da un buon quarto d’ora. Ricontrollare il compito? No, scrupolo troppo faticoso e poi, che bisogno ce n’era? Aveva scritto tutto quello che si ricordava e il fatto che le colonne scrivibili fossero state riempite tutte, curando una buona grafia e facendo attenzione ai periodi vertiginosi, lo rese assolutamente soddisfatto. Si era illuso di poter dare una svolta alla sua rendita passando da una mediocre sufficienza ad un discreto sette; purtroppo non sapeva che a certi professori costa troppo sforzo segnare uno spigoloso sette, piuttosto che un sei tondeggiante. Che ci si vuol fare, abitudine.

Adesso basta spararsi in vena tutta questa malinconia perchè non mi serve e poi io non sono così, malgrado ciò che potete evincere dai miei gioiosi post. E poi direi che dall'inizio quest'anno sono già andata anche troppo in overdose di tristezza, perciò basta. Disintossicamento. (dannazione , perchè non esiste la prima persona singolare dell'imperativo presente? sarebbe così bello darsi ordini da soli). Oggi? un lunedì inconsueto, stranamente rilassante, per niente traumatico, cosa della quale sono veramente grata: di solito i lunedì sono allucinanti e (perchè no) allucenogeni... lo sappiamo bene un pò tutti. E' diversi giorni che sono a corto di fantasia e ciò grava sulla mia produzione artistica .. una volta scrivevo storielline bellina come questa che segue... spero che la mia vena creativa torni al più presto a pulsare nella mia mente.
FINE DI UN PAIO DI JEANS
Ridotti ad uno straccio. Questa la fine ingloriosa dei miei più amati blue jeans, proprio quelli che ho difeso fino all’ultimo, proprio quelli che mi hanno accompagnata in molte avventure, proprio quelli che mi hanno sentita crescere… e adesso finiti. Scoloriti, consumati e stanchi, li vedo agguantati ad una rude mano che strofina con violenza sul pavimento. Li guardo e non ho più la forza di sottrarli alla fine, guardo i loro buchi e il loro tessuto invecchiato…e comincio a pensare. Penso al giorno che li acquistai: erano dei bei levi ’s blu scuro e sarebbero serviti per cominciare le superiori e difatti mi accompagnarono per tutto il ginnasio. Come tutti i pantaloni che passano per casa dovettero subire la prima grande e terribile prova, il rito di iniziazione, il marchio incancellabile: l’orlo di mamma. Nonostante il taglio fosse stato dato con particolare decisione, superarono bene il test e mi andarono lo stesso. Mai ho visto un paio di jeans con tale carattere e di così grande tempra, così vivaci e così ben indossabili. Li mettevo pressoché tutti i giorni, fatto che mamma non apprezzava affatto…gelosia? Invidia? Puro sadismo? Non saprei proprio dire, ma capii che appena si fosse presentata l’occasione, mamma non ci avrebbe pensato due volte a sbarazzarsi dei miei compagni di vita fuori casa. Per questo li curavo molto, li piegavo con amore e li riponevo nell’armadio attaccati alla gruccia più bella e, chiudendo l’armadio, li carezzavo con tenerezza..
I mesi passarono e il loro colore si fece via, via sempre più pallido. Nonostante ciò, non smisi di tenerli con la stessa cura e devozione. Arrivò la quinta ginnasio, l’anno rivoluzionario, l’anno delle nuove idee, delle nuove emozioni e dei nuovi sconvolgimenti…e loro erano con me, nell’allegria e nella mestizia, nelle fredde passeggiate invernali, nella libreria “interno
I segni del tempo ormai erano più che evidenti: il colore originale svanito, la stoffa vecchia, che si strappava con troppa facilità, l’orlo semi scucito…e continuai ad amarli e a serbarli, sebbene i larghi buchi all’altezza del ginocchio, sebbene mamma non vedesse davvero l’ora di dar loro il colpo di grazia, sebbene riconoscessi solo io la loro importanza. Perché per me furono davvero importanti, unici e veri testimoni di un piccolo ma intenso periodo della mia crescita. Ed oggi, 24 settembre dell’anno del Signore 2006, caduti, finiti.

Ricordi alla goccia
Sono qui in camera, che mi ascolto Bob Dylan, con la coperta sulle spalle..che calduccio mi fa. !! Ed è da un pezzo a questa parte che mi capita di ripensare a quell'estate di fine terza media.. un'estate innocente, ha detto qualcuno. Allora ero ancora una bimba, una bimba che cresceva ma con molte paure, fragile. E c'era lei, la mia amica migliore di quel periodo... in quell'estate, ogni giorno, andavamo insieme in bicicletta al mare, ridevamo, giocavamo, parlavamo.. lei certe cose le sapeva già, io potevo solo ascoltare. I bagni, gli hot dog, le prime sigarette, le scappatelle... sono passati quasi tre anni. le cose sono cambiate..necessariamente. sono rimasti bei ricordi di un'amicizia intensa, di un'estate calda... sono rimaste solo ombre di nostalgia. Ma io non voglio credere che la nostra voglia di amicizia si sia spenta per sempre. Io spero che continueremo a ricordarci di quell'estate e ridere insieme di quei momenti.

Oggi è stata una giornata intensa, dall'inizio alla fine.. boia, mi pare un miracolo trovarmi qua a poter scrivere di questo sofferto giorno.
Stamattina Compito di Diritto con poche domande medio-difficili sulla Proprietà.. sperò tantissimo di averlo fatto bene; da una parte sono fiduciosa perchè ho risposto a tutto, ma dall'altra so bene che la prof non è molto di manica larga, anzi, il contrario... comunque, cose di scuola. il bello arriva adesso. Sono uscita il pomeriggio a comprare dei regali e le favolose Rasta, le palline per giocolare.. colorate, carine, mi piacciono. poi c'è stata una piccola riunione di famiglia per festeggiare il diciottesimo della mia cugina.. ai miei nonni piacciono molto queste rimpatriate, sarà che sono siciliani, ovvia. ecco che arriva il fattaccio: dall'alto della mia intelligenza sovraumana penso bene di portarmi la borsa con il tabacco dentro e cosa accade adesso secondo voi??? indovinate un pò?? i miei lo scoprono!!!! olèè e subito minacciosa la mamma "a casa facciamo i conti" (muah).. quindi si arriva a casa...io? con l'animo più tranquillo di questo mondo. Io e la mamma parliamo e mi invita a riflettere. conclusione: mi è concesso fumare, poichè mi piace e anzi, mamma mi propone "oh, io e tu' padre ti si compra la pipa da donna, la vuoi?" e io incredula "mamma, ma me la comprate sul serio? davvero?? non è un discorso tanto per dire.." "no, no, davvero.. se vuoi cominciare devi trovare il tuo stile, ti piacerebbe fumare la pipa?" io: "si..." Benissimo allora...
Gente, da una parte sarò stata pure sfigata oggi, ma dovete ammettere che dall'altra ho culo da vendere!!!!
Giornata memorabile. Un buon inizio da diciassettenne fumatrice.. Muhahah

Sono qui che mi prendo una pausa dallo studio... sto impazzendo!!
Domani ho compito di Diritto sulla Proprietà Privata e mi sto ripassando le cose "so" e studiando le altre che non ho visto...AIUTO! mi ci sono messa un' ora fa e sono già fusa, è una ,marea di roba, e poi me lo sento, domani arrivo lì, davanti al foglio, e presa dal panico di ricordare non saprò più neanche come mi chiamo!! Causa Desperandi... visto? ora anche il linguaggio latinoso del diritto si sta impossessando di me e tra poco sarò fuori controllo ç___ç ... ci vorrebbe un pò di calma epicura in questo momento!
Via, speriamo bene

Musica... Platone sostiene, in base alla sua teoria delle idee, che il musicista, o meglio, la sua anima contemplò nell'iperuranio la melodia perfetta, l'idea della musica.. potremmo anche dire la musica ideale. quando l'anima del musicista cadde dall'iperuranio per essere imprigionata nel corpo, si dimenticò della verità che aveva contemplato. il musicista, nel momento in cui si ricorda di quella musica, grazie alla reminiscenza della sua anima, cerca di imitare quell'essenza perfetta e ne fa delle copie, cercando di raggiungere qualcosa che ne sia del tutto (perlomeno) somigliante. E' ciò che ho sempre cercato di fare anche io. Mi rendo conto però che il mio approccio verso questa ricerca non è quello giusto per arrivare a questo obbiettivo. non studio musica. Mi sono da sempre riufiutata di imparare a leggere sul pentagramma quelle strane macchie nere chiamate note... eppure suono. il mio pentagramma è l'orecchio, e tutto ciò che ho imparato lo devo a quello, a qualche piccolo aiuto esterno e alla mia perseveranza. sono condizioni necessarie, ma non sufficienti... non è completa la mia preparazione... per completarmi, per essere felice, dovrei studiare musica... ma Platone direbbe:" oh Fra, se tu studiassi musica, alla fine ti completeresti e raggiungeresti la felicità, ma a quel punto non saresti più felice...perchè proviamo felicità nel momento in cui desideriamo averla e nel momento esatto in cui si compie la ricerca, la Filosofia, Francesca!!! " "Sei già felice, adesso!"
Evviva Platone!

Ascoltare i Pink Floyd mi fa pensare troppo. E quando penso troppo cosa succede? Mi metto a scrivere. Oggi è il mio compleanno e compio 17 anni. Il che vuol dire che fra soli tre anni ne avrò già 20. (omiodio, omiodio). Non importa, pensiamo ad adesso. Adesso mi sento felice, ho passato una bella giornata e il pranzo con
Nient’altro da aggiungere. Stasera niente rione…serbo le forze per il gran finale al Croce Verde ;)
Vostra Francesca …o Antares… che dir si voglia

CRONACA DELLA DISTRUZIONE
In principio era il rione
Ieri sera, a partire dalle dieci, si è svolto il grande rione Darsena. dire che c'era il mondo non rende affatto giustizia alla folla che c'era. una marea di gente.... e una marea di marpioni. e adesso, come Dante, dirò de l'altre cose ch'i' v v'ho scorte
tanto amaro che poco più è morte esto rione e le dannate genti, ch'i' vi ratto scorrazzavan da ogni dove.
Ma perchè tutto questo Dante??
Poich'ivi scorsi un'anima e lo suo nome era Paolo
ed ello suo nome rimembrommi Paolo e Francesca e loro amor ch'ha nullo amato amar perdona
Purtroppo era un pò troppo grasso e grosso per i miei gusti
Veramente distruttivo... e questa roba è il risultato.

Non so da dove mi è saltato fuori... l'altra sera ho scritto questo breve racconto. è il mio desiderio di Amore
È Notte. Osvaldo ha appena finito il suo turno e ora si prepara per tornare in albergo. Scende le scale del palazzo dove lavora, esce in strada e, lentamente, si dirige verso la metrò. La luce pallida e malata dei lampioni illuminano piccoli tratti di strada, gli altri rimangono oscurati. Un passo dopo l’altro, Osvaldo pensa: una vita precaria, un lavoro precario, fatta di preoccupazioni e di impegni, di lavoro, di pratiche da sbrigare, di commissioni e di altri piccoli favoretti per il suo datore di lavoro “con tutto quello che faccio per quel culo d’acciaio, un aumento non mi farebbe schifo”. Capita poche volte che Osvaldo si metta a riflettere tra se e se. In genere è talmente stanco, che il cervello gli permette giusto di muovere le gambe verso casa. Stanotte no, stanotte è diverso. Osvaldo ne approfitta per pensare alla sua vita. Quarantenne, single, con pochi amici e poco tempo libero, da qualche anno trasferitosi a Milano, divorziato dalla moglie che lo ha tradito, conduce ora un’esistenza che ha veramente poco di interessante. Passa le settimane a lavorare, a farsi il così detto “mazzo”, per poi rimanere ogni santa domenica mattina a letto, frustrato più che sfinito. Il pomeriggio ogni tanto capita il Dalle Luche a fargli compagnia, cosa che Osvaldo gradisce solo quando si rende conto di vivere in totale solitudine. Osvaldo cammina, è freddo, si mette le mani in tasca e irrigidisce le spalle. Il cappello nasconde i suoi occhi scavati dalle occhiaie e dalla tristezza, la barba è corta e trascurata, le labbra sono morte, spente, prive di qualsiasi calore. Scende le scale della metrò, oblitera il biglietto e si mette seduto su una panchina ad aspettare… “che vita la mia! Sono stanco, stufo di essere stanco…meno male che ci sono le sigarette!” Osvaldo tira fuori dalla tasca un pacchetto di Marlboro quasi finito, c’è un ultima sigaretta. “ah, l’ultima! Che fortuna!” l’accende e aspira forte, trattiene il fumo un po’ per sé e poi, con un lungo sospiro, libera il resto. Da quando si è trasferito ha cominciato a fumare parecchio. Sa che non gli fa bene, ma al diavolo! Sarebbe migliore la sua vita se smettesse di fumare? Osvaldo la vede difficile. Se è vero che

oggi è.... San Pacco
tanto per ricordare a me stessa che sono (hiiiiii) single.. bleah , che brutta parola.
Comunque, meglio single che chiamarsi Valentino!!!
E voi altri, condividete con me questa sorte, oggi

« Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sara` questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.. »Francesca, 18 anni compiuti, studentessa del Liceo Classico Carducci di Viareggio,che non si sente viareggina neanche un pò, amante del Latino e del Greco. Una grafomane di primo ordine, senza speranza di guarire. Una che non si preoccupa troppo. Una che però si fa un sacco di paranoie. Una, comunque, che si destreggia tra riflessioni e banalità. Un'amante della libertà dell'arte. Un papavero scellerato. Fuori dal coro, nettamente diversa. / Amo leggere, scrivere, suonare, passeggiare, uscire fuori, ridere, stare a leggere sul divano le sere d'inverno, andare al cinema, andare il mare d'estate e vegliare tutta la notte, quindi vedere l'alba.Amo il cioccolato. Amo il viola, il porpora e tutte le sfumature che ne derivano / Odio la mia scuola, la malinconia, ho scoperto che piangere mi piace poco, odio alzarmi alla sette, quando ancora è notte /Ascolto la musica Anni 60-70: Pink Floyd, Led Zeppelin, The Doors, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jefferson Airplain, Bob Dylan, Joan Baez, Bob Marley, The Rolling Stones, The Beatles, Velvet Underground, The Who, Chuck Berry; Anni 80: Queen, Madonna, Ah-a, Police, 4 no blondes,Cindy Lauper, Phill Collins; Italiana: Bandabardò, Modena City Ramblers,Tre allegri ragazzi morti, Sud Sound System, Guccini, De Andrè, Rino Getano, Branduardi; e, odierna-internazionale: Gogol Bordello, The Cranberries e The Dresden Dolls. / Leggo, in questo periodo:Luhter Blissett (Q), Jacques, il fatalista di Denis Diderot, L'Idiota di Dostoevskij. Ho letto: Teste in fermento di Checov; I racconti di Pietroburgo di Gogol'; Narciso e Boccadoro, Siddharta e le poesie di Hermann Hesse, Poesie di Nazim Hickmet; Il piccolo principe,Antoine de Saint-Exupéry; I fiori del male, Baudelaire; Candido, ovvero l'ottimismo di Voltaire; Il paradiso degli orchi, il Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse,Come un romanzo, di Pennac; Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austin; Antigone, Sofocle; Romeo e Giulietta, Amleto, Macbeth, Il racconto d'Inverno, Shakespeare; La Locandiera, Goldoni; Jules e Jim, Herni Pierre Rochè, Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, I dolori del giovane Werther di Goethe, la morte a Venezia di Thomas Mann. Mi piacerebbe finire di leggere: Gramsci, scritti scelti; le forme del bello, di Remo Bodei; Microcosmi, Claudio Magris; Poesie di Kavafis. Un che non ho mai letto: Il vecchio e il mare, Hemingway. / Il mio film preferito: Chocolat. Film visti ultimamente: La storia infinita,Cento chiodi, Io non sono qui, Across the universe, Into the wild.